Paola Toniolo Piva
Assessorato sociale, Idee per il governo locale del welfare. EDIESSE Roma 1999.
Nuovi bisogni emergono dai profondi mutamenti sociali. L’Assessorato Sociale del Comune è il fulcro attorno al quale ridisegnare il welfare. Compiti istituzionali, attori sociali, competenze richieste al personale.
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Patrizia Di Santo
Legge 285/97, Nuove politiche per l’infanzia e l’adolescenza. EDIESSE Roma 2000.
Le parole chiave della 285. Il protagonismo dei cittadini e la concertazione degli enti. La mappa del "sistema 285". Una nuova dimensione dei servizi socio-educativi. La pianificazione territoriale: ruoli e attori.
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Ornella Casale
Piano sociale di zona. EDIESSE Roma 2002.
Le politiche sociali come parte costitutiva del più ampio obiettivo dello sviluppo del territorio. I nuovi compiti che la 328/2000 assegna ai Comuni. La zona come ambito ottimale in cui realizzare una rete completa ed efficiente di servizi sociali per tutte le necessità della popolazione.
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Paola Toniolo Piva
Buone pratiche per la qualità sociale. EDIESSE Roma 2002.
Un sistema di qualità per i servizi sociali. La guida individua gli attori del sistema, i contenuti e i modi per costruire la qualità partecipata, gli strumenti amministrativi per gestire il mix di servizi pubblici-privati.
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Francesca Ceruzzi, Filomena Tunzi
Professioni Sociali. Governo del mercato del lavoro regionale. EDIESSE Roma 2003.
Chi lavora nei servizi sociali? Quali competenze sono richieste per migliorare i servizi? Quali professioni avranno possibilità di impiego negli anni futuri? Come progettare l’offerta formativa per rispondere alle esigenze effettive del Welfare locale? Questi temi vengono affrontati nella Guida, frutto delle esperienze di ricerca realizzate da due sociologhe in diversi contesti territoriali.
La riforma del comparto sociale e del mercato del lavoro, il trasferimento delle funzioni dallo Stato alle Regioni e agli Enti locali hanno trasformato l’impianto complessivo del sistema professionale.
Questa dispensa offre spunti di riflessione per tutti i soggetti che a diverso titolo si occupano di professioni sociali dal lato del lavoro e dal lato della formazione. Propone un sistema di governance per le Regioni che intendono programmare la formazione in modo coerente con la domanda espressa dai territori.
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Alessandra Rossi
Anziani e assistenti immigrate Ediesse Roma 2004
Le lavoratrici private, in gergo denominate “badanti”, svolgono un nuovo mestiere. Assistono solitamente in convivenza, persone non autosufficienti. Il loro lavoro è importante non solo per l’aiuto concreto, spesso insostituibile che danno alle famiglie, ma anche in quanto sviluppa nuove competenze professionali nel settore della cura e costruisce forti legami sociali tra le donne italiane e straniere. Tra i rischi di questo lavoro ci sono: sfruttamento e non rispetto del contratto, convivenze transitorie, isolamento, burn-out per i lunghi orari e per la coincidenza tra luogo di vita e di lavoro.
Alcuni Enti Locali stanno costruendo una nuova linea di servizi per non lasciare soli i soggetti di queste nuove convivenze: anziano, familiare e lavoratrice. Gli interventi descritti nella Guida sono frutto delle esperienze di ricerca in diversi contesti territoriali. La dispensa offre spunti di riflessione nell’ottica di una diffusione di best practices per l’integrazione del lavoro di cura privato nella rete dei servizi pubblici professionali: agenzie incontro domanda/offerta, sportelli informativi, affiancamento delle lavoratrici e delle famiglie, contributi economici per l’emersione del lavoro nero, formazione di base e continua per chi assiste, gestione delle sostituzioni.
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Ornella Casale - Paola Toniolo Piva
Lavorare con piacere Ediesse Roma 2005
Quando il lavoro è ben organizzato diventa una componente importante del welfare, non solo perché produce reddito, ma in quanto sviluppa coesione sociale e fiducia nel futuro, fattori indispensabili per la crescita economica. La guida si pone dal lato delle imprese, guardando soprattutto agli attori impegnati a creare benessere organizzativo. L’esperimento consiste nell’adottare un’ottica di genere. La dispensa si discosta dai classici manuali per le pari opportunità per contribuire invece a una visione sociale del lavoro, a vantaggio di donne e uomini.
Nel primo capitolo vengono illustrate alcune linee di intersezione tra politiche per le persone dentro il lavoro e infrastrutture sociali fuori, nel territorio.
Nel secondo capitolo sono offerte delle chiavi di lettura per scoprire i tratti maschili, falsamente neutri, della cultura organizzativa. Mettendo a fuoco situazioni tipiche in cui i programmi aziendali di miglioramento incontrano ostacoli poco chiari, si risale ad alcune strutture mentali implicite che impediscono di dare il giusto valore al lato femminile dei ruoli e delle funzioni organizzative. Vengono tracciate alcune piste per il cambiamento interno alle aziende e agli enti pubblici, basate su uno schema aperto, democratico; senza gerarchie tra donne e uomini, giovani e anziani, soggetti in posizione centrale e ai margini.
Il terzo capitolo suggerisce come mettere in pratica questa strategia, illustrando interventi innovativi realizzati nel settore pubblico e privato: facilitare la conoscenza dell’azienda/ente in tutte le sue componenti, incoraggiare l’iniziativa dei soggetti innovatori, dare voce a giovani e lavoratori in transito, promuovere scambi intersettoriali, orari personalizzati, servizi di prossimità. Viene in risalto il fatto che si tratta di esperienze in gran parte promosse da dirigenti e amministratrici donne. Emerge inoltre il ruolo protagonista della Provincia, essenziale nelle politiche di intersezione tra lavoro e sociale.
Il quarto capitolo sposta l’attenzione dai miglioramenti nelle aziende a quelli per la vivibilità fuori dal lavoro. Anche in questo caso emerge la centralità della Provincia, come perno per il coordinamento di vari strumenti finalizzati allo sviluppo sostenibile: patti territoriali, piano dei tempi e degli orari, Agenda 21, piano regolatore sociale. La guida propone uno schema entro cui collocare tante iniziative settoriali all’interno di un contesto unitario, una sorta di “piano dei piani”.
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Ornella casale, Patrizia Di Santo
Piano Sociale di Zona. Seconda Edizione Aggiornata EDIESSE Roma 2008
In che misura la creazione della zona sociale può agevolare i compiti che la legge di riforma 328/2000 assegna ai Comuni? La legge di riforma individua nella zona un ambito ottimale per mettere insieme operatori, strutture e servizi con cui costruire una rete completa, capace di rispondere a tutte le necessità della popolazione. Il Comune, titolare delle funzioni sociali, agisce come partner di un insieme di Comuni, prima nell’elaborazione del Piano sociale di zona, poi nella gestione e nella valutazione costante dei risultati.
Seguendo le indicazioni della riforma, il lettore incontra dapprima chi è soggetto di politiche sociali, poi cosa deve contenere il Piano di zona per rispondere ai bisogni della società contemporanea e infine come reperire le risorse e mettere in atto il circuito virtuoso della partecipazione collettiva. La guida è dedicata agli enti locali e a tutti gli altri protagonisti del territorio: cittadini, lavoratori e sindacati, associazioni di rappresentanza, imprese sociali, Ipab, fondazioni bancarie.
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